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Il rapporto fra Smart City ed Economia Circolare al centro del terzo incontro del Gruppo di Supporto Locale del progetto europeo CESME approfondimenti

Edifici sostenibili, produzioni ad impatto ambientale zero, acquisti verdi: sono solo alcuni dei temi trattati dalla cosiddetta “Economia Circolare”, il sistema economico innovativo che ha come obiettivo quello di auto-rigenerarsi. In una società in continua trasformazione e interconnessione fra i suoi attori, l’economia circolare influenza non solo le imprese, ma anche la vita delle città, sempre più intelligenti e digitali, per dirla con un termine inglese, sempre più “smart”.

Come ogni sistema economico con forte impatto sulla società, l’economia circolare è al tempo stesso una opportunità e un investimento sul futuro che promette di essere vincente in termini di benefici sociali ed economici, per cittadini, istituzioni e aziende.

Su queste premesse, si è svolto martedì 26 settembre il terzo incontro del “Local Support Group” del progetto europeo CESME – Circular Economy for SMEs, a Palazzo Malvezzi, sede della Città Metropolitana di Bologna. Hanno aperto i lavori proprio i saluti della Città Metropolitana di Bologna, partner del progetto, con il Capo di Gabinetto, Giuseppe De Biasi, e Marino Cavallo, responsabile dell’Ufficio Ricerca, Innovazione e Gestione dei progetti europei. Per l’occasione, entrambi hanno ricordato come proprio a Bologna, lo scorso giugno, sia stata presentata e sottoscritta la “Carta di Bologna per l’Ambiente”, un impegno congiunto e concreto assunto dai vari Sindaci Metropolitani per perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile in ben 8 macro-aree di interesse ambientale.  

È stata poi la volta di Enrico Cancila, Responsabile dell’Unità sviluppo sostenibile dell’Agenzia di sviluppo regionale ERVET, moderatore della giornata, che ha posto l’accento sull’economia circolare nella pianificazione delle Smart City. Oggi l’applicazione dell’economia circolare nella filiera dell’edilizia è fondamentale. Secondo uno studio della Ellen MacArthur Foundation, leve importanti di circolarità sono la produzione industriale con stampaggio 3D, il risparmio energetico degli edifici, gli spazi residenziali condivisi, il lavoro da casa, la maggiore durata degli edifici, la diminuzione del consumo elettrico urbano. L’edilizia si sta già muovendo in un’ottica green. Ad esempio, su 30 progetti europei presentati in tema di edilizia sull’asse 4, ben 28 sono green. Altro tema di rilievo, in tal senso, è quello del Green Public Procurement: per promuovere ed aggiudicarsi bandi di gara pubblici è ormai obbligatorio il rispetto di determinati Criteri Ambientali Minimi (CAM) ed il possesso di certificazioni eco-sostenibili ufficialmente riconosciute.

Per Marco Dell’Aglio, dello Studio Mario Cucinella, il cambiamento in edilizia è già in atto. Entro il 2030 verranno costruiti nel mondo altri 73 miliardi di metri cubi di edifici e un approccio innovativo, in termini di sostenibilità, sarà indispensabile. I nuovi progetti, di cui ha portato esempi nazionali ed internazionali, dovranno, infatti, essere sostenibili dal punto di vista non solo energetico, ma anche estetico e sociale.  

Le città hanno bisogno di essere riprogettate in chiave economico-circolare. Così Francesca Poli, consulente del Consorzio Attività Produttive Aree e Servizi di Modena, ha portato esempi di riutilizzo delle risorse naturali per la progettazione degli spazi urbani, come la Watersquare di Rotterdam.

Anche i prodotti utilizzati dalle imprese possono avere le caratteristiche di sostenibilità. Erika Preti, di Edilteco Spa, ha presentato i prodotti della sua azienda con caratteristiche di sostenibilità ambientale, come ad esempio Gum Gum Spray, il fonoimpedente in granuli di gomma premiscelati, da spruzzare in opera.

Marcello Capucci, responsabile Dirigente del Servizio Qualità Urbana e Politiche Abitative Regione Emilia-Romagna, si è soffermato sulla pianificazione territoriale e sulla necessità di fare sintesi fra le varie mode del momento. La storia delle città insegna che molti spazi pubblici sono stati portati nella sfera privata dei cittadini. L’aspetto “smart” di una città può essere colto avendo la capacità di sganciarsi da alcuni modelli precostituiti per provare a lavorare incentivando molte azioni piccole, piuttosto che poche grandi opere.

All’interno della sessione dedicata ai finanziamenti per le imprese è intervenuto Paolo Piras, direzione operativa del circuito Liberex, spiegando come la piattaforma permetta alle imprese di finanziarsi a tasso zero e di ottenere prodotti e servizi, anche “green”. La leva fondamentale per il finanziamento delle imprese non è l’accumulo di fatturato, bensì la velocità di circolazione del denaro. Rappresentanti della Regione Emilia-Romagna hanno poi presentato alcuni bandi di finanziamento per le PMI, finalizzati in particolare alla ri-caratterizzazione dei prodotti in chiave sostenibile e alla riqualificazione degli edifici pubblici.

Quando si parla di sostenibilità, soprattutto nelle gare d’appalto, ha un ruolo chiave la certificazione. Sul tema è intervenuto Francesco Testa della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, parlando della semplificazione e dei sistemi premianti nell’economia circolare, e focalizzandosi sull’importante impatto ambientale degli acquisti pubblici verdi e delle certificazioni come EMAS. Il Sistema comunitario di ecogestione e audit delle imprese è, secondo Testa, uno strumento in grado di “contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale e di favorire il miglioramento costante dell’efficienza ambientale delle organizzazioni”.  

Comunicato di Avatar di Dcencioni73Dcencioni73 | Pubblicato Mercoledì, 04-Ott-2017 | Categoria: Edilizia
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