Login »Nick: Pass:
Twitter
Facebook

Daniel Dagrezio: "Le mie cinque fasi"

Il nuovo album del cantautore lombardo è un viaggio emotivo che attraversa il dolore fino a trasformarlo in un racconto cinematografico

“Le mie cinque fasi” nasce da una frattura personale e si apre a un orizzonte più ampio, quello di chiunque abbia attraversato una perdita che divide la vita in un prima e un dopo. Daniel Dagrezio segue il movimento del dolore mentre cambia forma, tra memoria, rabbia, smarrimento e tentativi di rinascita. L’album è costruito come un film: una stanza reale, un giradischi, una voce che introduce l’ascoltatore dentro un luogo concreto prima ancora che dentro le canzoni. Dettagli ricorrenti come l’eco di un nome, il tremore delle mani, la scena del bazar creano una trama sotterranea che collega i brani e invita a riascoltare. 

All’interno di questo percorso si inserisce anche la “Trilogia del Cuore Diviso”, un racconto interno che attraversa il disco in modo frammentato e aggiunge un secondo livello di lettura. “Le mie cinque fasi” è di fatto il ritratto di un attraversamento: invece di aggirare ciò che fa male, sceglie di restarci dentro finché qualcosa, lentamente, si sposta.

Il percorso si chiude con “La donna della mia vita”, un epilogo che guarda la storia da una distanza nuova. Qui la frattura viene riconosciuta e collocata, l’amore assume la forma di una memoria stabile che continua a esistere senza trattenere. L’orchestrazione accompagna questo passaggio come un ultimo respiro prima del ritorno al giradischi e alla stanza iniziale, dove il viaggio si era aperto.

La lavorazione dell’album si fonda sul dialogo tra la scrittura emotiva di Dagrezio e l’esperienza di Daniel Tek, abituato a produzioni pop e coinvolto qui per dare solidità a un progetto narrativo e libero nelle forme. In studio i brani sono stati trattati come scene di un unico racconto: pezzi che all’inizio sembravano lontani tra loro hanno trovato un equilibrio progressivo, rivelando una coerenza di sguardo. Il lavoro tecnico ha modellato frequenze, dinamiche e spazialità per far percepire la differenza tra i momenti che appartengono al presente e quelli che suonano come ricordo o flashback, mentre la voce è stata curata con attenzione millimetrica per aderire a ogni stato emotivo.

TRACK BY TRACK

Le mie cinque fasi – Prologo  

L’album si apre in una stanza reale, con il giradischi che gira e la voce che introduce un percorso interiore ancora informe. È un momento sospeso, costruito con suoni d’ambiente e dettagli concreti che preparano l’ascoltatore a un viaggio emotivo più che musicale.

Nel silenzio del bazar – Parte I  

Il primo capitolo narrativo è un ricordo luminoso, un brano racconta un incontro fatto di gesti semplici e di un’intimità che si accende senza preavviso. L’arrangiamento accompagna questa sensazione con un crescendo orchestrale mescolando archi, pulsazioni pop ed elementi elettronici che amplificano la magia di quel momento sospeso.

Vorrei amarti come meriti – Trilogia del Cuore Diviso, Parte II  

Qui emerge la fragilità del desiderio. Il brano racconta la paura di non essere pronti a sostenere un sentimento che cresce, e la tensione tra ciò che si vorrebbe dare e ciò che si teme di non riuscire a offrire. La ballad è costruita con grande spazio, lasciando alla voce il compito di restituire questo equilibrio incerto.

Mai abbastanza  

Una country ballad che ricostruisce una giornata piena, vissuta con la naturalezza delle cose che sembrano destinate a durare. Poi il tempo accelera e la scena si spezza, lasciando emergere la consapevolezza di una perdita improvvisa. Chitarre acustiche, elettriche pulite e un ponte strumentale creanoa un vero varco temporale, segnando il passaggio dal presente al dopo.

Roba da pazzi  

Il brano racconta la confusione che precede la presa di coscienza, quando i pensieri si accavallano e nessuna ipotesi sembra stabile. L’arrangiamento segue questo movimento con scarti improvvisi e timbri frastagliati, restituendo la sensazione di una mente sovrastimolata.

Ci vuole solo tempo  

Il brano racconta il tentativo di trovare un appiglio mentre tutto dentro si agita, e il titolo diventa una frase che cambia significato a seconda del punto in cui la si pronuncia. L’arrangiamento rock rende fisica questa tensione, trasformando l’emozione in un impulso che cerca sfogo.

Per colpa tua – Trilogia del Cuore Diviso, Parte I  

Il brano racconta il bisogno di dare un nome al dolore, pur sapendo che la colpa non è mai univoca. Il pianoforte ha un colore scuro, quasi imperfetto, e l’elettronica introduce un peso che non esplode, ma resta.

Nel silenzio del bazar – Parte II  

Il ricordo del bazar ritorna, ma con una luce diversa. La scena viene riletta con una consapevolezza nuova, e ciò che allora sembrava luminoso ora rivela anche le sue crepe. L’arrangiamento richiama l’universo orchestrale della Parte I, ma con una sospensione più onirica.

È tutta un’altra vita  

Il brano racconta il dolore dei futuri immaginati, quelli che non sono mai accaduti ma che continuano a vivere nella mente con una forza sorprendente. L’arrangiamento è costruito come un’onda che sale e scende, guidata dall’orchestra e da aperture improvvise che seguono il movimento dei pensieri.

Piccola  

La ricaduta arriva quando sembra che tutto stia andando avanti. Il brano racconta la fatica di restare in equilibrio quando basta un dettaglio per tornare indietro. La musica cambia pelle più volte, accostando elettronica, parti acustiche, sax, chitarre e una batteria che cresce e si ritrae, come una mente che non trova un’unica direzione.

Venire a Roma  

Il brano racconta il momento in cui il corpo arriva prima della testa, e basta camminare per capire che il dolore non si è spento. L’apertura è costruita come una scena di viaggio, e la ballad che segue ha il passo lento di una camminata che non trova riparo.

Se sei casa  

Il brano racconta il momento in cui si riconoscono le proprie mancanze, le parole non dette, le protezioni non date. Dentro questa consapevolezza nasce però un’intuizione nuova: l’altra persona ha lasciato un segno che continua a trasformare. L’arrangiamento cresce con discrezione, seguendo il movimento interiore verso una comprensione più ampia.

Grazie a te  

Il brano racconta il passaggio in cui la tristezza smette di essere un luogo in cui restare e diventa un punto da cui ripartire. La struttura avanza senza tornare indietro, e l’arrangiamento accompagna questa direzione con un’energia che si accumula. La metafora del mare e del cielo trova nella musica un orizzonte che si apre.

Che dire di lei…?  

Lo sguardo si posa sull’altra persona con una tenerezza nuova. Il brano racconta un ritratto affettivo che riconosce complessità, ferite, forza e fragilità. La ballad pop scorre con naturalezza, lasciando spazio alla voce e alle sue sfumature.

L’una e l’altra – Trilogia del Cuore Diviso, Parte III  

Il brano racconta il momento in cui il passato smette di occupare tutto lo spazio interiore e una presenza nuova riporta al respiro. Le mani seguono il fiato, e la musica accompagna questa apertura con un pop luminoso che suggerisce un futuro abitabile.

Nel silenzio del bazar – Parte III  

Il cerchio si chiude tornando al punto d’origine. Il ricordo del bazar non ferisce più: accompagna. L’orchestrazione si apre verso un coro registrato con la famiglia dell’artista, che dà al finale una dimensione collettiva.

La donna della mia vita – Epilogo  

Il brano racconta il momento in cui la storia viene riconosciuta nella sua interezza, senza negare la frattura. L’orchestrazione incornicia questo passaggio come un ultimo respiro, e il ritorno al giradischi riporta tutto alla stanza iniziale. È un epilogo che accoglie ciò che è stato e lascia andare ciò che non può più tornare.

Daniel Dagrezio è un cantautore e musicista che, dopo il diploma in pianoforte, ha costruito un percorso continuativo tra formazione, scrittura e performance dal vivo. Nel tempo ha composto e scritto brani anche per altri artisti, collaborando con diverse etichette discografiche indipendenti.

Parallelamente porta avanti un’intensa attività live come cantante e performer in produzioni e spettacoli itineranti, con oltre 350 repliche in tutta Italia. Ha curato progetti di direzione artistica per eventi e brand come Hilton e Martini, coordinando gruppi di musicisti e format musicali. Tra le sue esperienze figurano anche la realizzazione di musiche originali per una serie animata diretta da Enzo D’Alò e la collaborazione con Giorgio Vanni e il suo team per la scrittura e produzione di alcuni brani.

Negli ultimi anni ha affiancato all’attività artistica un ruolo di recruiter e formatore di musicisti per grandi realtà dell’intrattenimento, lavorando a stretto contatto con performer e team creativi.

Dopo un periodo dedicato soprattutto al live e all’organizzazione, Dagrezio all’inizio del 2026 torna al progetto autoriale con i singoli “È tutta un’altra vita” e “Che dire di lei…?”, anticipazioni dell’album di inediti “Le mie cinque fasi”, in uscita il 18 marzo 2026.

Comunicato di Avatar di Micro961Micro961 | Pubblicato Venerdì, 20-Mar-2026 | Categoria: Arte-Cultura
Portale automobilistico
Elenco e offerte Terme

Reazioni:

Voto medio

0 VOTI

Iscriviti per poter votare questo comunicato o pubblicarne uno a tua volta.
 

Iscriviti

Iscriviti
Iscrivendoti potrai inserire nuovi comunicati, votare i comunicati altrui e gestire i tuoi post ed il tuo profilo senza limitazioni.
Clicca qui o sull'immagine per aggiungerti
Versione Mobile