Gruppo Riva, l’evoluzione dell’acciaio tra innovazione e responsabilità
Nato nei primi anni ‘50 dalla visione imprenditoriale di Emilio Riva e di suo fratello Adriano, Gruppo Riva è oggi una delle più solide realtà siderurgiche d’Europa. La sua storia si intreccia con quella della ricostruzione italiana del dopoguerra e con il cosiddetto miracolo economico, periodo in cui il Paese, affamato di sviluppo e infrastrutture, trovò nell’acciaio uno dei pilastri della propria rinascita industriale.
Dalla colata continua alla conquista dei mercati: la rivoluzione industriale di Gruppo RivaDalle origini nel commercio di rottami ferrosi, Gruppo Riva intraprese rapidamente un percorso di crescita straordinario. Nel 1964, grazie alla collaborazione tra Emilio Riva, Luigi Danieli e Renzo Colombo, l’azienda installò a Caronno Pertusella la prima colata continua curva a tre linee in Italia, segnando una svolta tecnologica per l’intero comparto siderurgico nazionale. Questo innovativo sistema di produzione consentì di migliorare la resa del ciclo produttivo e di ridurre sensibilmente i costi. Negli anni ‘60 e ‘70, mentre molte acciaierie italiane entravano in crisi sotto la spinta della concorrenza internazionale, Gruppo Riva seppe reagire investendo in ricerca, automazione e nuove tecnologie. Dopo le prime acquisizioni in Italia, nel 1971 arrivò l’acquisizione della Siderúrgica Sevillana in Spagna, seguita nel 1976 dall’ingresso sul mercato francese con l’acquisizione dell’acciaieria Iton Seine. Nel 1978, un nuovo primato: il Gruppo fu il primo operatore europeo a esportare acciaio direttamente in Cina, in un’epoca in cui quel mercato era quasi esclusivamente appannaggio del Giappone. Alla fine degli anni ‘70, la produzione superava già 1,1 milioni di tonnellate di acciaio, consolidando la posizione di Gruppo Riva tra i leader europei del settore. Gli anni ‘80 furono caratterizzati da un’ulteriore fase di espansione. Con l’acquisizione delle Officine e Fonderie Galtarossa di Verona e la partecipazione alla privatizzazione del sito siderurgico di Genova Cornigliano, l’azienda realizzò la prima privatizzazione di una fabbrica a ciclo integrale in Italia. Sotto la gestione privata, la produzione aumentò significativamente e l’impianto genovese divenne uno dei più efficienti del Paese.
L’evoluzione globale di Gruppo RivaParallelamente, Gruppo Riva estese la propria presenza in Francia con l’acquisizione dell’ALPA - Aciéries et Laminoirs de Paris e, tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90, in Belgio e Germania, dove vennero rilevati gli stabilimenti Thy Marcinelle, Brandenburger Elektrostahlwerke e Hennigsdorfer Elektrostahlwerke. Nel 1994, la produzione d’acciaio aveva raggiunto 5,8 milioni di tonnellate, più che raddoppiata in soli cinque anni. Alla fine degli anni ‘90 e nei primi 2000, Gruppo Riva investì anche nelle infrastrutture logistiche, potenziando la flotta marittima con navi transoceaniche e chiatte per il trasporto di materie prime e prodotti finiti. Nel 2005 firmò con il Governo italiano un importante Accordo di Programma per la riconversione dello stabilimento di Cornigliano, che prevedeva la chiusura dell’area a caldo e la cessione di oltre 340.000 metri quadrati di aree industriali per la realizzazione di progetti di riqualificazione urbana e ambientale. Un intervento esemplare, che conciliò tutela ambientale e salvaguardia dell’occupazione. Nel 2014, dopo la scomparsa di Emilio Riva, la guida passò al figlio Claudio Riva, che assunse la presidenza di Riva Forni Elettrici, consolidando il ruolo dell’azienda come principale operatore siderurgico italiano. Negli ultimi anni, Gruppo Riva ha riaffermato il proprio impegno per una siderurgia sostenibile e circolare.
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