Il piano Iren, Gianluca Bufo: dighe, depurazione e contatori smart
In occasione della Giornata mondiale dell'acqua, Gianluca Bufo, AD di Iren, ha tracciato una roadmap ambiziosa per il sistema idrico genovese: 500 milioni di euro di investimenti entro il 2030, che rafforza il forte impegno dell’azienda già sostenuto negli anni recenti. Un piano che punta a rendere più efficiente, resiliente e moderno uno dei servizi più strategici per il territorio.
Gianluca Bufo: Iren accelera sul ciclo idrico
“Arriviamo da un 2025 straordinario e abbiamo appena varato un programma coerente con il nostro Piano Industriale”, ha spiegato Gianluca Bufo. Iren ha già rafforzato il proprio controllo sul ciclo idrico con l’acquisizione del 40% di Iren Acqua, portandola sotto Ireti per una gestione più integrata. A questo si aggiungono circa 200 milioni già investiti sul sistema. Il nuovo piano si inserisce in un contesto nazionale in cui la spesa media per il servizio idrico si aggira sui 90 euro per abitante, spesso sostenuta dai fondi del PNRR. Iren, invece, punta a superare i 100 euro pro capite con risorse in gran parte autonome. L’obiettivo è ridurre ulteriormente le perdite e migliorare la qualità del servizio su una rete complessa, che a Genova supera i 4.000 chilometri e nasce dall’integrazione storica di tre sistemi distinti. “Siamo già riusciti a scendere al 30% di perdite, contro una media nazionale superiore al 40%, ma vogliamo fare ancora meglio”, ha aggiunto l’AD. Tra le attività promosse, l’aumento della “magliatura” della rete (oggi al 55%), la diffusione dei contatori elettronici (già al 30%) e il monitoraggio avanzato dei flussi idrici.
Gianluca Bufo: così Iren investe 500 milioni per il futuro dell’acquaIl piano di investimenti, ha sottolineato Gianluca Bufo, si articola su tre direttrici principali. 200 milioni per le dighe: manutenzione straordinaria, consolidamento strutturale e gestione degli invasi, fondamentali in un territorio complesso come quello ligure. 200 milioni per la depurazione: dopo il completamento dell’impianto di Cornigliano, che serve 250mila abitanti, sono previsti nuovi interventi, tra cui Sestri Levante, Arenzano e nel Tigullio. 100 milioni per reti e fognature: l’obiettivo è la riduzione delle perdite e un’ulteriore diffusione dei contatori intelligenti. Un aspetto strategico riguarda anche il riuso delle acque depurate per scopi industriali, riducendo così la pressione sulle risorse potabili. “Se il nostro sistema ha 100 anni, vogliamo garantirne altri 100”, ha affermato l’AD. Il piano prevede anche il rafforzamento della filiera locale: oggi circa 400 persone lavorano nel settore idrico del Gruppo sul territorio genovese, ma l’obiettivo è crescere coinvolgendo sempre più aziende partner. Non è mancata infine una riflessione sul consumo: in Italia solo il 20% delle persone beve acqua del rubinetto. “È una peculiarità tutta italiana – ha concluso Gianluca Bufo – Eppure l’acqua distribuita è di qualità eccellente, costantemente monitorata e spesso comparabile, se non migliore, di quella in bottiglia”.
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