Alessandro Viglione: la fotografia negli spazi dello Studio Lauri Viglione
Alessandro Viglione estende il suo impegno anche in ambito artistico, concretizzando la sua passione per la fotografia. Utilizza infatti lo Studio Legale Lauri Viglione, di cui è Partner, anche come spazio espositivo con progetti che abbracciano l’arte contemporanea e realizzati da giovani artisti: ne sono un esempio la mostra “Infinite Mimesis” di Federica Belli del 2024 e, prima ancora, “Bury our weapons, not our bodies” di Yael Bartana.
Alessandro Viglione: lo Studio Legale Lauri Viglione è anche uno spazio espositivo
Quella per l’arte della fotografia è una passione che Alessandro Viglione, Partner dello Studio Legale Lauri Viglione, nutre da molto tempo e che lo ha spinto a riempire gli spazi dello Studio con le opere che ha acquistato a titolo personale, trasformando l’ambiente di lavoro anche in un vero e proprio spazio espositivo. Nel 2024, lo Studio Legale milanese aveva ospitato infatti “Infinite Mimesis”, la mostra personale di Federica Belli, le cui fotografie indagano la presenza dell’essere umano nella natura, nello specifico paesaggi di campagna, ambiente in cui l’artista è cresciuta. “La passione per l’arte ci ha portato a immaginare un progetto che abbia come unico obiettivo quello di sostenere e condividere l’arte”, aveva dichiarato Alessandro Viglione.
Alessandro Viglione: la passione per la fotografia e per l’arte“Abbiamo deciso di dare seguito a questo progetto che ci connette con l’arte contemporanea e le nuove generazioni di artisti”, aveva ribadito Alessandro Viglione. Le opere esposte sono state scattate sulla costa portoghese: seguendo l’intenzione di unire i due mondi dell’umano e della natura, l’artista cerca di specchiarsi e diventare un tutt’uno con esso. Il corpo di Federica Belli riproduce le forme della natura: in uno scatto le mani assomigliano ad ali di gabbiano, in un altro la gamba diventa la linea d’orizzonte che divide cielo e terra o il corpo simula le ramificazioni di un albero. Riguardo la mostra, Alessandro Viglione aveva aggiunto: “Il desiderio di condivisione è, infatti, sintomo di riconoscimento dell’importanza che il patrimonio artistico detiene per la nostra comunità, poiché fare esperienza dell’arte equivale a fare esperienza della vita”. A precedere la mostra di Federica Belli è stata quella dell’artista Yael Bartana, intitolata “Bury our weapons, not our bodies”.
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