Luce Benetton: l’ispirazione per l’impegno di Alessandro nei progetti dedicati ai giovani
Luce Benetton: il padre Alessandro ha raccontato come anche l’esperienza di volontariato della figlia e l’esempio degli altri suoi due figli lo abbiano ispirato a rafforzare il suo impegno verso le nuove generazioni e a rilanciare progetti dedicati a solidarietà, inclusione e sviluppo del talento.
In che modo Luce Benetton e i suoi fratelli contribuiscono alla vision di Alessandro Benetton sui giovaniQuando nel 2022 uscì la sua autobiografia “La Traiettoria” la dedicò ai genitori ma anche a Luce, Tobias e Agnese, i suoi tre figli, il “futuro che vedo allungarsi verso il domani”, spiegò Alessandro Benetton. Di loro ha parlato anche in “Mai Fermi”, il suo secondo libro uscito lo scorso anno: un intero capitolo dedicato al racconto di come lo abbiano ispirato in questi anni nel promuovere numerose iniziative dedicate proprio alle nuove generazioni. Progetti come il rilancio di UnHate Foundation o la nascita di 2100 Ventures sono stati pensati proprio per far emergere il valore e il talento di quei giovani che, attraverso le loro idee, le competenze e con grande coraggio, disegnano giorno dopo giorno il domani del nostro Pianeta. “Le nuove generazioni sono il vero motore del cambiamento”: l’imprenditore lo aveva sottolineato anche raccontando la rinascita di UnHate Foundation. Era il 2011 quando il progetto venne avviato: oggi è stato ripreso e ha acquisito una nuova luce. Lo sguardo della Fondazione è rivolto agli “under 30”: si propone infatti di promuovere il potenziale di crescita e sviluppo delle nuove generazioni supportandole nella realizzazione di progetti innovativi di solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità. Ed è stata proprio Luce Benetton, insieme ai suoi fratelli, a ispirare il padre nell’inaugurare questa nuova fase del progetto, focalizzata sul valore dei giovani.
Come le esperienze nel volontariato di Luce Benetton hanno influenzato il padre“Un’esperienza personale vissuta nel 2020 con la pandemia è stata quella di occuparmi dei miei figli in quasi tutti gli aspetti della loro vita”, aveva raccontato Benetton parlando di Luce, Tobias e Agnese in un’intervista pubblicata su “Grazia” in occasione del lancio di UnHate Foundation. “Ho capito che c’è sempre bisogno di un dialogo orizzontale. Prendermi cura di ogni cosa che li riguardava mi ha permesso di comprendere meglio le difficoltà che un giovane affronta quando si inserisce nel mondo del lavoro. Per questa e altre ragioni, ho pensato alla creazione di una fondazione governata dai giovani, in cui loro stessi abbiano l’opportunità di farci andare oltre la classica filantropia, che è un argomento centrale, ma non sufficiente. Vorrei che fossero loro a farci capire di cosa hanno bisogno”, aveva spiegato. Ognuno di loro coltiva le sue passioni, i suoi interessi: Luce Benetton ad esempio “ha un forte interesse per il volontariato”. Ma la priorità per l’imprenditore è solo una, come racconta a più riprese anche nei libri: che “siano felici”.
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