Intervista esclusiva, Antonello De Pierro rompe silenzio su elezioni Vicovaro 2026
"A Vicovaro non cerchiamo poltrone, ma la restaurazione della verità giuridica. Lo strappo sui rifiuti è stato un azzardo sulla pelle dei cittadini. Il nostro candidato? Sarà lo scudo contro l’approssimazione"
Roma – Abbiamo incontrato Antonello De Pierro, giornalista e leader dell’Italia dei Diritti-De Pierro, a margine di un evento istituzionale nella Capitale. Lo sguardo è quello di sempre: fermo, analitico, privo di sconti per chi ha trasformato la gestione della res publica in un esercizio di improvvisazione. In questa conversazione approfondita, De Pierro traccia la rotta del movimento per le imminenti elezioni di Vicovaro, smontando pezzo dopo pezzo le narrazioni della maggioranza decaduta e spiegando perché la coerenza, per lui, non è un'opzione, ma un dogma.
Presidente De Pierro, partiamo dal dato politico più discusso: l’Italia dei Diritti presenterà una lista a Vicovaro per le elezioni di maggio. Molti cittadini avrebbero voluto lei come candidato sindaco. Perché ha scelto di non correre in prima persona?
"Vede, la politica è un atto di responsabilità, non un catalogo di ambizioni personali. Io ho un patto d’onore con i cittadini di Roccagiovine, che mi hanno rieletto e ai quali devo la mia quotidiana dedizione. Onorare un mandato elettorale significa rispettare la sovranità popolare. Candidarsi ovunque ci sia uno spiraglio di visibilità è un costume che lascio volentieri ad altri. Tuttavia, Vicovaro è per noi una priorità assoluta perché lì si è consumata una ferita istituzionale che sa di approssimazione. Il nostro movimento non è un 'uomo solo al comando', ma un laboratorio di legalità. Presenteremo un candidato che sarà l’espressione diretta del nostro rigore, una figura che non deve imparare il mestiere, ma che lo applicherà dal primo minuto per sanare i disastri del passato."
Lei ha usato parole forti sulla sentenza del Consiglio di Stato, mentre la maggioranza uscente tenta di minimizzare parlando di "semplice errore formale". Qual è la sua lettura tecnica?
"Minimizzare la sentenza n. 5814/2025 è un esercizio di equilibrismo logico che offende l'intelligenza dei cittadini. Non stiamo parlando di una virgola fuori posto o di un refuso. Il Consiglio di Stato ha sancito che presentare fogli sciolti, privi di simboli e di elementi di congiunzione, è una violazione 'flagrante'. È venuto meno il presupposto stesso della democrazia: la certezza che il sottoscrittore sappia cosa sta firmando. Definirlo un 'mero formalismo' è come dire che guidare contromano è solo un errore di direzione. I presidi di legalità non sono orpelli burocratici, sono la garanzia della volontà elettorale. Chi cerca di sminuire questa censura sta solo cercando di nascondere un’approssimazione amministrativa che ha portato al commissariamento del Comune. Noi siamo qui per dire che le regole non sono suggerimenti, sono binari inderogabili."
Passiamo al tema che più di ogni altro ha diviso il paese: la gestione dei rifiuti. Lei, come consigliere dell'Unione Valle Ustica, ha aspramente criticato la scelta dell'amministrazione Crielesi di uscire dalla gestione associata. Perché la considera una scelta "improvvida"?
"Perché i numeri non mentono mai, a differenza della propaganda. Vicovaro, per la sua densità e la sua estensione, rappresenta circa il 62% del costo dell'appalto unionale. Decidere di uscire unilateralmente, senza avere un piano industriale solido e autonomo già operativo, è stato un azzardo che ha messo a rischio l'igiene pubblica. Ha creato un danno enorme ai comuni più piccoli dell'Unione, come Percile e Roccagiovine, che si sono trovati a dover ricalcolare i costi fissi in uno stato di incertezza totale. Abbiamo assistito a disservizi inaccettabili, cittadini privati di servizi essenziali e un'isola ecologica rimasta nel limbo. Dire che l'autonomia avrebbe fatto risparmiare è una favola: la gestione associata è l'unico strumento che garantisce economie di scala. Lo strappo di Vicovaro è stato un atto di isolazionismo politico che ha prodotto solo incertezze."
L'intervento della commissaria Mattiucci ha riportato Vicovaro nell'Unione, aderendo a un bando ottennale. Lei ha definito questo intervento "provvidenziale". Non è un paradosso per un democratico lodare un atto commissariale?
"Il vero paradosso è che si sia dovuti arrivare a un commissario per ripristinare la logica del buon senso. Io considero i commissariamenti una sconfitta della politica, un segnale che la democrazia locale ha fallito. Ma in questo caso specifico, la dottoressa Mattiucci ha operato chirurgicamente per salvare il Comune da un baratro finanziario e gestionale. Riportando Vicovaro nell'Unione, ha permesso di partecipare a un bando da 4,1 milioni di euro. Un bando serio, moderno, con controlli rigorosi e tracciabilità dei rifiuti. Chi oggi critica questa scelta, definendola 'politica', dimentica che senza quell'atto Vicovaro sarebbe oggi in un caos amministrativo senza precedenti. Noi vigileremo affinché questo contratto ottennale diventi lo strumento per abbassare finalmente la TARI attraverso l'efficienza, non attraverso i proclami."
Come si posiziona l'Italia dei Diritti rispetto ai suoi avversari? In molti vedono una sfida a due tra il vostro candidato e Katia Ziantoni, con Crielesi in difficoltà.
"Il nostro approccio è sempre stato di confronto politico, mai personale. Con Fiorenzo De Simone abbiamo avuto scontri durissimi ma sempre corretti, basati sui contenuti. Oggi però i cittadini chiedono una rottura netta. La coalizione di Crielesi non la consideriamo una minaccia politica reale perché è zavorrata da una gestione che i fatti, prima ancora dei giudici, hanno bocciato. La sfida si gioca sulla capacità di offrire un'alternativa di sistema. Il nostro movimento attrae chi è stanco del trasformismo. Vediamo in Katia Ziantoni un'interlocutrice che rappresenta un cambiamento, ma noi offriamo qualcosa di diverso: l'integrazione totale con il lavoro che già svolgiamo nell'Unione dei Comuni. Votare l'Italia dei Diritti-De Pierro a Vicovaro significa eleggere un sindaco che ha già le spalle coperte dai nostri consiglieri negli enti sovracomunali. È una filiera della legalità che nessun altro può offrire."
Un'ultima domanda, presidente. Qual è il suo impegno personale per questa campagna elettorale, visto che non sarà lei il candidato a sindaco?
"Il mio impegno sarà totale. Quando non sarò in giro per l'Italia a sostenere altri candidati sarò ogni giorno sul territorio a fianco del nostro candidato e della squadra che il direttivo provinciale sta ultimando. Metterò a disposizione la mia esperienza giornalistica e politica per denunciare ogni zona d'ombra. Non permetteremo che la campagna elettorale diventi un festival delle promesse irrealizzabili. Parleremo di monitoraggio strutturale, di sicurezza stradale, di decoro urbano e, soprattutto, di rispetto delle regole. L'Italia dei Diritti non sarà a Vicovaro per partecipare, sarà lì per vincere e per restituire dignità gestionale a una comunità che merita molto più di quanto ha ricevuto negli ultimi anni. La nostra è una promessa di serietà: non faremo nulla che non sia tecnicamente inattaccabile."
Presidente, la ringraziamo per questa lunga conversazione.
"Grazie a voi. Ci vediamo a Vicovaro, tra la gente."
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