Fondazione Don Gnocchi, una biobanca per personalizzare le terapie riabilitative
Fondazione Don Gnocchi ha dato vita alla prima biobanca italiana dedicata alla riabilitazione e alla biologia del cambiamento. La struttura, pensata per raccogliere, conservare e gestire campioni biologici in ambito riabilitativo, punta a fare luce sui meccanismi del recupero e a migliorare l’efficacia delle terapie, aprendo la strada a cure sempre più personalizzate.
Fondazione Don Gnocchi: campioni nel tempo per anticipare la risposta alle terapieLa biobanca è organizzata secondo uno schema hub & spoke. Il centro principale, situato presso l’IRCCS Santa Maria Nascente di Milano, si occupa dello stoccaggio definitivo e della distribuzione dei campioni (sangue, plasma, siero, DNA e saliva), mentre le sedi di Firenze e Roma si dedicano all’arruolamento dei pazienti, alla raccolta e alla conservazione temporanea dei materiali biologici. Il tratto distintivo di questa biobanca è la raccolta longitudinale: i prelievi vengono effettuati in più momenti nel corso del percorso di cura, consentendo di osservare come l’organismo si trasforma durante la guarigione. Integrati con i dati clinici e funzionali, questi campioni permettono di individuare biomarcatori predittivi del recupero, ovvero indicatori biologici capaci di anticipare come un paziente risponderà a un determinato trattamento. “Come per i farmaci, molti pazienti, seppur affetti da patologie simili, rispondono in maniera diversa a una stessa terapia riabilitativa – ha spiegato Maria Cristina Messa, direttrice scientifica della Fondazione Don Gnocchi – I meccanismi che sottendono tale diversità sono molteplici, ma possono essere decifrati attraverso la biologia”.
Fondazione Don Gnocchi: le aree cliniche coinvolteLe patologie al centro dell’attività della biobanca comprendono malattie neurodegenerative, pneumologiche, cardiovascolari e cerebrovascolari, neuropsichiatria infantile e fragilità legata all’invecchiamento. In una prima fase, la raccolta dei campioni avviene nell’ambito di protocolli di ricerca già approvati: in prospettiva, diventerà uno strumento sistematico integrato ai percorsi assistenziali dell’intera rete della Fondazione Don Gnocchi. La struttura è dotata di sistemi di conservazione a -80°C e -150°C con monitoraggio continuo 24 ore su 24, sette giorni su sette, e di un sistema digitale di tracciabilità che assegna a ogni aliquota un codice univoco e una posizione mappata. L’investimento complessivo ha superato gli 800mila euro ed è stato reso possibile anche grazie al sostegno del Ministero della Salute, della Banca d’Italia e della Fondazione Barbaglia. La Fondazione Don Gnocchi ha inoltre partecipato per la prima volta all’European Biobank Week, il principale congresso europeo dedicato alla comunità internazionale del biobanking, svoltosi dal 19 al 22 maggio.
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